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Situazione politica in bilico: la politica elogia il “Codice Rosso”

La situazione politica italiana continua ad essere a dir poco altalenante. Dopo il dietrofront dello scorso agosto di Matteo Salvini, la palla è passata nelle mani della coalizione 5 Stelle – Partito Democratico.

Tuttavia se inizialmente le cose tra i due partiti sembravano serene e piene di buoni propositivi, a distanza di mesi non sembra andare tutto rosa e fiori.

Molti sono i pareri dei vari esponenti politici, tra deputati e senatori, ex ministri o leader di partito, ma la noce nel sacco che sta iniziando a fare rumore è quella del questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli.

Il Codice Rosso era una buona idea

L’esponente del partito Fratelli d’Italia, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, si è mostrato solidale al gentil sesso, invitando il Governo a punire coloro che mancano di rispetto al mondo femminile.

In una dichiarazione ha affermato “Noi come Fratelli d’Italia abbiamo presentato una proposta di legge che prevede un aumento secco di pena fino a un massimo di dodici anni, perché purtroppo dobbiamo tenere conto degli “svuota-carceri”’, della legge Gozzini, di tutti gli strumenti che sostanzialmente riducono la pena. Torniamo alle ipotesi dei delitti in materia previsti dal Codice Rocco, che era fatto molto bene, perché non era un codice non ideologico, redatto da grandi giuristi”.

Cirielli non ha perso occasione di ricordare come la Legge fortemente voluta dal leader della Lega mesi fa si distingueva per la punibilità prevista verso coloro che stupravano e violentavano (psicologicamente e carnalmente) la loro vittima.

Il punto di vista di altri politici

A riguardo Cirielli non è stato il solo a dire la sua. Anche Isabella Adinolfi, europarlamentare grillina ha guardato alla questione dal punto di vista europeo. Sembra infatti che sulla base della Convenzione di Istanbul, l’Italia necessitava di adeguarsi e lo ha fatto con il Codice Fosso.

Oggi servono investimenti nel nostro paese per educare al non odio e alla non violenza; due piaghe che possono combattersi solo con la cultura. Per questo l’Adinolfi spera che Bruxelles possa finanziare la nascita di centri anti violenza in tutta l’Europa, per proteggere e dare supporto alle donne vittime di maltrattamenti.

Anche il presidente salernitano Michele Strianese ha espresso il suo parere: “L’Italia non è un Paese per donne. Secondo gli ultimi dati del Rapporto Eures 2019, nei primi dieci mesi del 2019 sono state uccise 94 donne, quasi una ogni tre giorni. Purtroppo la violenza di genere in Italia è in crescita, non solo femminicidi, ma aumentano in maniera preoccupante stalking, violenze sessuali, abusi, maltrattamenti, reati molto spesso commessi in ambito familiare, affettivo o all’interno di una relazione di coppia. Dunque è necessaria una rivoluzione culturale che promuova in ogni ambito relazioni non discriminatorie e rispetto delle differenze di genere”.