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Recovery Fund per un’Europa digitale, resiliente ed ecologica: le figure professionali che a breve saranno fondamentali

Il Recovery Fund è diventato finalmente una realtà a tutti gli effetti, una realtà che permette ai paesi Europei di rendersi sempre più digitali. La digitalizzazione è importante, perché permette di ottenere efficienza, velocità, produttività. Chiunque abbia subito i danni causati dalla crisi economica e dalla pandemia, può tornare a crescere, può tornare a svilupparsi.

La digitalizzazione permette molto altro. Consente infatti ad ogni paese di diventare resiliente. Che cosa significa? Significa essere pronti a rispondere alle crisi in modo semplice, veloce, reattivo. Significa evitare che sia possibile incorrere nuovamente in conseguenze negativa nel caso qualcosa vada storto. Dobbiamo imparare ad essere pronti a tutto e il digitale ci permette di farlo. Infine, l’aspetto ecologico della questione. La digitalizzazione permette infatti di rispettare in modo sempre più intenso la natura e di evitare di creare ulteriori danni.

Recovery Fund: quali sono i requisiti per riuscire in questa impresa

Digitalizzazione, resilienza, ecologia, sono questi i tre obiettivi principali del Recovery Fund. Riuscire ad ottenere tutto questo però con le infrastrutture di rete odierne è impossibile. Le nostre infrastrutture infatti non sono abbastanza veloci. Non sono stabili. Sono anche poco sicure, dato che sono di continuo attaccate da cyber criminali pronti a creare non pochi danni. Con infrastrutture così è del tutto inutile dare il via ad una rivoluzione digitale. C’è aria di cambiamento nell’aria per fortuna. Si stanno infatti ponendo le basi per la creazione di ultra broad-band (UBB) in fibra ottica e reti 5G.

Con infrastrutture di rete di nuova generazione come queste sarà possibile ottenere operatività, efficienza, stabilità e sicurezza. Ovviamente c’è bisogno di figure professionali ad hoc per poter dare vita ad infrastrutture di questo genere. Non solo, c’è bisogno anche di figure professionali che siano in grado di gestire queste infrastrutture. Gestirle significa monitorare da vicino il loro funzionamento e scovare eventuali problematiche sul nascere. Significa anche riuscire a risolvere le problematiche in modo tempestivo, così che non vi siano mai rallentamenti o blocchi nelle attività lavorative.

Formare le figure professionali del futuro

Le figure professionali di cui si ha bisogno per il momento non sono disponibili. È necessario formarle. Ecco perchè molte realtà formative hanno già dato il via a validi corsi, come il corso CCNA organizzato da Vega Training. Si tratta di un corso sia teorico che pratico. Anzi, la pratica è messa al centro anche grazie alla disponibilità di laboratori da remoto 24 ore su 24. In questo modo i corsisti possono trasformarsi in fretta in figure professionali già pronte ad accedere al mondo del lavoro, che non hanno bisogno quindi di ulteriore formazione. Si tratta di un corso che prepara all’esame per l’ottenimento della certificazione Cisco CCNA Esame 200-301. Questa certificazione attesta le proprie competenze. È quindi importante averla nel proprio curriculum vitae, in modo che sia possibile valorizzare il proprio profilo e spiccare nella massa, in modo che sia possibile far sì che il proprio profilo venga davvero preso in considerazione dalle aziende alla ricerca di personale. A differenza di ciò che si potrebbe pensare, c’è un solo requisito per l’accesso al corso ossia la conoscenza della lingua inglese. Si tratta quindi di un corso adatto a tutti coloro che sono alla ricerca di un lavoro.