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Consulenza
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Consulenze
selezionate: 16
Home page Consulenza |
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Consulenza:
1125
Data consulenza:
02/14/2005
nel caso di impresa familiare di un autotrasportatore conto terzi le duduzioni forfettarie competono solo al titolare o anche al collaboratore di quest'ultimo.
grazie
Le deduzioni forfettarie competono solamente al titolare.
Cordiali saluti.
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Consulenza:
1118
Data consulenza:
02/10/2005
sono un autotrasportatore c/terzi con portata utile fino a 115ql,illimitata attualmente opero sotto forma di impresa individuale,volendo conferire i requisiti professionali a mio figlio,sotto quale forma è consigliabile operare (snc,sas,impresa familiare ) considerando che attualmente svolge lavoro subordinato a tempo pieno? in quale altro modo è possibile maturare i requisiti professionali senza sostenere esami?
L'impresa familiare è, quasi certamente, quella meno onerosa. Nel caso scegliesse di costituire una Snc o Sas, occorrerà anche che suo figlio sia un socio amministratore (non è sufficiente semplice socio). Le consigliamo ad ogni modo di consultarsi con il suo commercialista.
Cordiali saluti.
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Consulenza:
1111
Data consulenza:
02/09/2005
da circa 15 con mio padre conduco una piccola azienda di trasporto di 2 veicoli la ditta e' a conduzione famigliare come mi devo comportare e a chi rivolgermi se mi padre intendesse ritirarsi in quanto e' lui l'iscritto all'albo ? grazie fin da subito anche se non mi risponderete
Nel caso in cui lei sia in impresa familiare(e non solo a conduzione familiare), può richiedere il rilascio dell'attestato di capacità professionale d'ufficio, senza corso nè esame. In caso contrario e cioè che lei non è in impresa familiare, dovrà iscriversi ad un corso e sostenere l'esame. Le consigliamo di informarsi presso un'agenzia di pratiche auto che tratta la consulenza al trasporto.
Cordaili saluti.
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Consulenza:
1090
Data consulenza:
02/03/2005
rif:964 il mio ragazzo possiede una ditta individuale di autotrasporti. adesso vorrebbe prendere un camion con capacità superiore a 3.5 tonnellate. So che deve fare l'esame per ottenere la capacità professionale. Serve un titolo minimo di studio per frequentare questo corso? La nostra idea era che fossi io a fare l'esame per ottenere il conto terzi, in modo che poi farei da preposto nella sua ditta. Io però ho già un altro lavoro in una ditta con un contratto a tempo pieno di otto ore al giorno. Posso fare da preposto nella ditta del mio ragazzo pur mantenendo il mio lavoro, o è necessario che lui mi assuma nella sua ditta con un contratto di un minimo di ore.
Grazie e arrivederci.
Per quel che riguarda il corso, non è richiesto alcun titolo di studio. Per quel che riguarda la sua intenzione di diventare lei il preposto nell'azienda di suo figlio ci sono diverse problematiche ed ostacoli, primo fra tutti l'INPS.
Pur essendoci, in linea teorica, diverse strade percorribili (lei dipendente, lei in impresa familiare, costituzione di una Srl), considerato anche che lei ha già un altro lavoro e quindi, ad esempio, non potrà essere "artigiana", siamo costretti a dirle che non è possibile in nessun caso, per cui il corso e l'esame dovrà sostenerlo suo figlio.
Cordiali saluti.
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Consulenza:
1038
Data consulenza:
01/25/2005
rif:436 VORREI SAPERE CON CERTEZZA SE POSSO METTERE UN EX AUTISTA COME ASSOCIATO IN PARTECIPAZIONE AI FINI IMPS INAIL QUANTO PAGO. SE PER CORTESIA MI POTETE DIRE TUTTO SU QUESTA LEGGE .GRAZIE DISTINTI SALUTI
Spiegare tutta l'applicazione della normativa in questo spazio è impossibile. Sinteticamente si può dire che l'associato è colui che partecipa ad un determinato affare all'interno dell'zienda (esempio: gestione di un autoveicolo), dietro partecipazione agli utili. Gestendo l'affare in modo completamente autonomo e senza vincoli di subordinazione (es.: senza vincoli di orari ecc.). Ai fini INPS si versa un contributo pari al 17,30% del compenso, del quale il 45% a carico dell'associato e il 55% a carico dell'impresa. Ai fini INAIL si paga in misura fissa come un socio o collaboratore familiare, tutto a carico dell'azienda.
Cordiali saluti.
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Consulenza:
1005
Data consulenza:
01/13/2005
vorrei sapere se un familiare con un fallimento
per bancarotta in attesa di riabilitazione a mesi
può essere inserito nell'impresa familiare artigiana grazie
L'unico responsabile di un'azienda individuale di autotrasporti c/t, anche se con partecipazione familiare, è il titolare. Solo lui ha l'obbligo dei requisiti morali, finanziari e professionali. Per cui la cosa è ammissibile.
Cordiali saluti
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Consulenza:
983
Data consulenza:
01/10/2005
un preposto può rimanere tale pur andando in pensione? - e possibile continuare con un contratto a progetto fino a che qualcun'altro sia in possesso di attestato di capacità professionale ? grazie per la Vs. collaborazione
No. Il preposto deve dirigere in modo permanente ed effettivo l'attività di autotrasporti c/t dell'azienda. Pertanto deve ricoprire le sottoindicate qualifiche all'interno della medesima: 1) titolare dell'impresa individuale o collaboratore familiare. 2) socio partecipante di società di persone (Snc). 3) Amministratore di società Srl o SpA. 4) dipendente dell'azienda inquadrato con contratto di dirigente.
Cordiali saluti.
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Consulenza:
948
Data consulenza:
12/15/2004
ditta individuale con un figlio e moglie in impresa famigliare. è possibile donare l'azienda ad una sas costituita dalla moglie e dal figlio già in impresa famigliare ed altri 2 figli, di cui uno sarebbe solo accomandante in quanto non interessato a partecipare alla società, restando anche il titolare temporaneamente nella sas? successivamente si vorrebbe costituire una srl solo con i tre figli. grazie
Non è ammessa la donazione, per cui occorrerà fare un atto di conferimento. Ad ogni modo è possibile e l'iter sarà il seguente: 1) costituzione della Sas; 2) conferimento della ditta individuale; 3)acquisizione della capacità professionale da parte di uno dei tre figli (per esame o d'ufficio nel caso che, almeno uno di loro, abbia acquisito tale diritto con i 5 anni necessari di impresa familiare). 4) trasformazione della Sas in Srl.
Cordiali saluti.
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Consulenza:
944
Data consulenza:
12/14/2004
Buongiorno. Io sono socio al 51% di una ditta (per autotrasporto in conto terzi) a conduzione familiare con mio papà (socio al 49%).Mio padre è in possesso dell'attestato di capacità professionale. Il 5 maggio 2005 saranno 5 anni che abbiamo formato questa ditta. E' vero che essendo trascorso tale periodo (5 anni) potrò richiedere l'attestato di capacità professionale d'ufficio (ovvero senza dover sostenere alcun esame)?
RingraziandoVi anticipatamente per la Vostra risposta Vi porgo distinti saluti.
Confermiamo. In qualità di socio di impresa familiare, al 5° anno di attività, dimostrando il versamento dei contributi INPS e INAIL, ha il diritto di avere l'attestato di capacità professionale d'ufficio.
Cordiali saluti.
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Consulenza:
603
Data consulenza:
06/04/2004
mio padre ha autorizzazione globale poichè è iscritto all'albo dal 1968:può cedermi la sua licenza superione sebbene io sia iscritto con limitazioni. Mi spiego meglio se lui cessa l'attività, posso rilevarla io pur non avendo la capacità professionale? Avevo letto che chi aveva acquisito tale capacità per vecchia iscrizione e non per esame in caso di cessazione poteva trasmetterla da padre in figlio? Se si, come si fa?
Senza l'attestato di capacità professionale non è possibile iscriversi all'albo senza limiti di pesi. A meno che lei non sia in impresa familiare con suo padre da almeno 5 anni, dovrà iscriversi ad un corso e sostenere l'esame.
Cordiali saluti.
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Attenzione:
essendo le materie trattate in continua evoluzione è
consigliabile controllare la data di rilascio indicata per
ogni consulenza.
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