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Maturità 2019: le polemiche sull’eliminazione del tema storico alla prima prova

Alla prima prova d’esame per la maturità 2019 non sarà presente il tema storico, decisione questa che ha comportato non poche polemiche. In molti infatti stanno sollevando proprio in questi giorni un vero polverone e affermano che la scuola italiana rimuovendo la storia ha commesso un grave errore, perché così il nostro passato viene rimosso, sminuito, se non addirittura umiliato. Il ministro dell’istruzione Marco Bussetti non accetta tutte queste polemiche. Ha affermato di non comprendere perché queste polemiche arrivino proprio adesso, dato che la norma che prevede la rimozione del tema storico è di ben 2 anni fa. Inoltre ha affermato che la storia non è stata affatto eliminata dalla scuola, anzi: anche se il tema storico è stato eliminato, la storia resta una delle materie più importanti, che non ha solo le sue specifiche ore all’interno del calendario scolastico, ma che è trasversale, presa in considerazione anche durante le ore delle altre discipline. Proprio perché si tratta di una materia trasversale, Bussetti dichiara che non è affatto necessario incrementare le ore di studio di questa materia come invece alcuni vorrebbero. La trasversalità la rende una infatti tra le materie in assoluto più studiate tra i banchi scolastici.

Inoltre Bussetti aggiunge che la storia resta fondamentale anche durante l’esame di maturità e verrà assolutamente presa in considerazione. Anche se non sarà presente il tema storico in sé infatti la storia sarà proposta comunque in modo trasversale, in più tracce proprio della prima prova. Non si tratta di tracce storiche insomma, ma che sulla storia comunque si basano. Bussetti afferma che questa decisione è stata presa anche considerando quanti studenti negli anni hanno scelto il tema storico: pochi, pochissimi, con una percentuale che si aggira intorno all1,1%. Le prove invece sottoposte durante le ultime simulazioni, non storiche ma basate sulla storia, sono state scelte da molti studenti, sono state apprezzate, sono state svolte in modo eccellente.

Non solo. Bussetti ci tiene anche a ribadire che la prima prova non deve essere considerata come una prova di tipo disciplinare, dove si devono accertare le competenze quindi in una materia piuttosto che in un’altra, bensì di una prova di italiano, dove è necessario cercare di comprendere quindi se i ragazzi abbiano le giuste competenze linguistiche e se siano in grado di argomentare un discorso in modo maturo e adeguato al contesto. Le competenze linguistiche e la capacità di argomentare sono competenze importanti tanto quanto la storia e a quanto pare non tutti gli studenti le possiedono in modo adeguato. Proprio per questo motivo è necessario aiutare i ragazzi a capirne l’importanza e ad incrementare adeguatamente lo studio della lingua italiana.

Le polemiche che sono state sollevate in questi giorni insomma non sembrano avere un reale fondamento ed è importante che chi sta polemizzando cerchi di comprendere che tutti i cambiamenti che sono stati apportati all’esame di maturità sono pensati per aiutare i giovani, non per mettere loro i bastoni tra le ruote, per renderli più pronti al futuro, per renderli davvero maturi e capaci di iniziare un nuovo percorso.