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Basic Attention Token e il futuro dei browser

Siete degli appassionati di internet ma vi dà fastidio quella quantità esorbitante di banner pubblicitari che interrompono ogni volta la visione dei vostri contenuti multimediali preferiti? Lavorate nel campo dell’internet advertising e volete rimanere sempre aggiornati sulle novità che ci offre la rete? Allora non potete proprio trascurare il Basic Attention Token, una delle novità di questi ultimissimi tempi che sembra destinata ad ottenere un successo mondiale.

Ma cerchiamo di scoprire di seguito di che cosa si tratta.

Che cos’è il BAT?

Quando parliamo del BAT, ci riferiamo ad uno dei progetti più dotati nell’ambito della crypto e che, sin dalla sua nascita, sembra destinato a cambiare in modo radicale quello che fino ad ora è stato considerato in termini di advertising online.

Il Basic Attention Token è un particolare tipo di token, modello ERC 20 che è stato generato grazie all’azienda Brave Software Inc, la stessa che ha sviluppato il browser omonimo Brave, a cui questo progetto è legato in modo indissolubile affinchè riesca a funzionare correttamente. Questa software house, per chi non lo sapesse, è anche la stessa che ha dato vita a due realtà molto famose, come Mozilla e Javascript.

Qual è l’obiettivo di BAT?

Il Basic Attention Token (BAT) è nato con il preciso scopo di stravolgere completamente quelle che sono le regole nel campo della pubblicità online che ci sono state imposte fino ad oggi. Ci può capitare spesso, infatti, che durante la ricerca di contenuti multimediali di vario genere, veniamo subissati di banner pubblicitari e di pop up che interferiscono con le nostre attività online, provocando anche un certo tipo di disturbo. Specie perché, nella maggior parte dei casi, sono indesiderate.

Ebbene, grazie all’impiego di questo token gli utenti del browser avranno la possibilità di scegliere se hanno voglia di vedere la pubblicità e in quali circostanze poter assistere ai banner proposti dagli investitori.

Il ricavato di ogni singolo annuncio verrà poi suddiviso in modo equo sia tra i creatori dei contenuti che hanno dato lo spazio al banner pubblicitario, che tra il team che ha sviluppato Brave, che tra l’utente che ha dato il proprio consenso a partecipare a questo programma etico per la pubblicità online.