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2 curiosità sul calcio dal blog di Enzo Anghinelli

Riceviamo e pubblichiamo dal blog di Enzo Anghinelli (appassionato di calcio, Milan, mondo degli ultras in curva e sport in generale!) queste interessanti curiosità sul mondo dello sport. Una riguarda una serie tv che da qualche stagione sta riscuotendo un grande successo. L’altra, riguarda l’immortale Zdenek Zeman, con un aneddoto che, sinceramente, non avevamo mai trovato su internet! Per questo motivo, ringraziamo con tanto affetto Enzo Anghinelli ed invitiamo il suo blog a contattarci ogni volte che si sentirà nelle migliori condizioni per condividere nuove chicche di questo genere.

Ted Lasso, una serie tv per gli amanti del calcio. La serie tv Ted Lasso ha preso d’assalto il mondo, conquistando gli Emmy del 2021 e ottenendo consensi e lodi dalla critica mondiale. Forse la cosa più importante da sapere su Ted Lasso è che non è necessario che ti piaccia il calcio per apprezzarla ma se ti piace il calcio non puoi non amarla. La cosa divertente è che il personaggio principale dello show capisce a malapena le regole del gioco ma ciò non impedisce all’allenatore americano di provare a risollevare una squadra inglese immaginaria. Il suo approccio piuttosto insolito, gentile e pacato e il suo stile di coaching non convenzionale all’inizio portano la squadra e i supporter a deriderlo ma in poco tempo finisce per conquistare tutti, compresi i giocatori più irascibili e arroganti. La serie tv diffusa da Apple è diventata rapidamente una delle più amate della piattaforma di streaming americana. Non è sfuggito ad Enzo Anghinelli che Ted Lasso con ironia e intelligenza racconta la storia di un allenatore della NFL – Ted Lasso – che cerca di risollevare l’AFC Richmond, squadra della Premier League, nonostante non abbia esperienza come allenatore di una squadra di calcio inglese. Tutto era partito da uno spot stile mockumentary per il lancio della Premier League negli Stati Uniti. “L’intera storia di quel primo spot pubblicitario è su un allenatore assunto per allenare una squadra di calcio professionistica che viene licenziato tre giorni dopo. Abbiamo pensato che sarebbe stato divertente se non fosse stato cinico o arrabbiato per questo, che semplicemente amava l’esperienza e amava Londra e amava il calcio“, ha detto tempo fa Sudeikis a Entertainment Weekly. La commedia Apple TV è diventata un successo, tanto che una terza stagione è stata commissionata, ma potrebbe essere l’ultima. Il suo creatore Sudeikis ha precedentemente descritto la storia come un “arco di tre stagioni” ma i fan stanno sperando in qualcosa di più perché in effetti di storie da raccontare ce ne sarebbero.

La storia del calcio. Una volta l’allenatore praghese Zdenek Zeman, durante un’intervista, ha detto: “A mio parere, la grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza in ogni angolo del mondo c’è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. Ma il calcio, oggi, è sempre più un’industria e sempre meno un gioco.”. C’è chi è d’accordo con le sue parole e chi no ma quello che è certo è che il calcio domina la scena sportiva praticamente ovunque. Il calcio è un gioco che da secoli coinvolge due squadre di 11 giocatori che cercano di manovrare la palla fino a portarla dentro la porta dell’altra squadra senza usare le mani o le braccia. Vince il team che segna più gol. Una squadra è sempre in attacco, mentre l’altra squadra è in difesa.  In poche parole le squadre si alternano in attacco e in difesa. Il calcio è uno sport speciale perché, anche quando una squadra è in difesa, può comunque segnare punti per la propria squadra. È lo sport con la palla più popolare al mondo per numero di partecipanti e spettatori e ha origine da un gioco che era diffuso a Firenze che sfruttava una palla a vento, simile alla sferomachía, che dai Greci fino ai Latini è arrivata agli inglesi. Fin da prima del Medioevo le partite di “calcio popolare” si giocavano nei vari paesi secondo le usanze locali e con un minimo di regole. Il calcio moderno, cioè come lo conosciamo oggi, invece è nato proprio in Gran Bretagna nel 19° secolo. Sebbene il “calcio popolare” avesse fin dal medioevo regole via via diverse, a un certo punto iniziò a essere standardizzato, più precisamente ciò accadde quando fu scelto come gioco invernale nelle scuole pubbliche. La Federcalcio, costituita nel 1863, codificò poi per bene le regole del gioco e ospitò la prima competizione di coppa tra squadre di calcio regionali in Inghilterra.

Un approfondimento legale sul blog del commercialista Gianfranco Rienzi

Sarà capitato a tutte le società e professionisti di avere problemi con la gestione degli assegni. In questo articolo, scritto in collaborazione con il team del commercialista Gianfranco Rienzi di Firenze, vedremo se postdatare un assegno è legale e quali implicazioni potrebbe generare. Mettere in circolazione un assegno vuol dire fattivamente ordinare alla propria banca il pagamento di un titolo creditizio relativo a una determinata cifra. Una somma che verrà poi riscossa dalla persona, o azienda, a cui viene intestato l’assegno. 

L’assegno postdatato è legale?

Per essere ritenuto valido, scrive Gianfranco Rienzi, un assegno deve riportare alcuni importanti dati: denominazione di un assegno bancario, l’ordine di pagamento, il nome della banca, l’importo da incassare (scritto sia a numeri che in lettere), servono anche ovviamente luogo e data di emissione, beneficiario e firma del correntista. Può succedere, ad esempio, che chi stabilisce l’ordine di pagamento di un assegno riporti una data diversa e successiva rispetto a quella in cui è stato emesso l’assegno. In questo caso si tratta di assegno postdatato.

Ora giunge subito la legittima domanda: l’assegno postdatato è legale o non è valido? Quali sono le eventuali sanzioni? Nel 2022 emettere assegni post-datati non è più il reato di una volta, ma non è comunque legale. Soprattutto è illegale dal punto di vista tributario e amministrativo, in quanto comporta l’evasione della responsabilità. Mettere in circolazione un assegno postdatato, infatti, significa riportare una data di emissione postuma diversa da quella in cui è stato emesso lo stesso assegno, il che vuol dire trasformare l’assegno in un vaglia postale, svolgendo così la stessa funzione di un vaglia, ovverosia fungendo da pagamento futuro per un’obbligazione presente. La persona che riceve l’assegno post-datato si impegna verbalmente a non ritirarlo prima della data indicata.

In conclusione, quindi, un assegno postdatato non è né valido né legale, ed è punibile dalla legge perché rappresenta un’evasione perché l’assegno in questione è uno strumento di pagamento e non un titolo di credito. In caso di assegno post-datato e denuncia alla Prefettura, per non incorrere in ulteriori sanzioni, il debitore deve provvedere al suo saldo, entro 60 giorni e il pagamento complessivo sarà maggiorato delle spese di incasso e sanzioni. Queste possono arrivare sino al 2,4% dell’importo iniziale stabilito dall’assegno.

Cosa si intende per assegno scoperto

Abbiamo tutti sentito parlare di assegni scoperti ma non sempre sappiamo veramente cosa significa e soprattutto quali sono le implicazioni a livello sanzionatorio. Un assegno scoperto è un assegno che non ha fondi sufficienti nel conto in questione per essere incassato. In pratica vai in banca a riscuotere l’assegno e ti accorgi che i fondi del firmatario non riescono a pagare il debito. Ma cosa succede in caso di assegno scoperto? Bisogna fare una distinzione a seconda del tipo di assegno, ricorda Gianfranco Rienzi.

Se si tratta di un assegno circolare, in realtà non è un problema perché questo tipo di assegno è sempre coperto. Viene infatti emesso direttamente dalla banca che è obbligata ad effettuare il pagamento. Tale importo sarà addebitato sul conto del titolare del conto. Se invece si tratta di un assegno bancario, non è richiesto alcun versamento bancario perché non ci sono abbastanza soldi sul conto corrente del debitore in questione.

Il rischio principale per le persone con assegni scoperti (noti anche come assegni inesigibili) è non riuscire a ottenere i soldi loro dovuti. Il conto da cui prelevare questi fondi potrebbe essere rosso, quindi il deflusso è bloccato.

E se hai un assegno scoperto? Se ricevi un assegno del genere, la prima cosa da fare è protestare, contattare un notaio o un ufficiale giudiziario. I funzionari pubblici hanno stabilito che i pagamenti dovuti erano in sospeso e hanno avviato le procedure per pubblicare i nomi dei debitori in un registro informatizzato dei protesti. Il termine per sporgere protesta è di 8 giorni se l’assegno è stato emesso nella stessa città in cui è stato richiesto l’assegno, altrimenti 15 giorni. Inoltre, il titolare di un assegno scoperto può anche avviare un procedimento giudiziario con un atto di recupero del denaro a lui dovuto. Si tratta di una comunicazione scritta che richiede al debitore di pagare l’importo dovuto entro 10 giorni. Se il debitore non paga, il creditore ha 90 giorni per avviare l’esecuzione e quindi procedere al sequestro dei beni del debitore.

Credits: Gianfranco Rienzi, commercialista e revisore dei conti presso ArchimediA Consulting.

Cosa distingue un normale pc da un pc per gamer?

I videogiochi sono ormai al centro dell’intrattenimento e sono diventati fruibili da molteplici dispositivi, cellulari compresi. Non tutti vanno alla ricerca della console all’ultimo grido per divertirsi. Chi dispone di un computer abbastanza potente, infatti, può eseguire tranquillamente anche i titoli recenti, ma in questo caso sarà necessario dedicare molta più attenzione al sistema impiegato. Sono numerose, infatti, le componenti che fanno la differenza nella configurazione ideale di un pc da gaming. Anche solo un paio di dettagli possono fare la differenza e compromettere il regolare funzionamento di un programma come può essere appunto un videogame.

Gli interrogativi sulle potenzialità del proprio pc si ripropongono ogni volta nel momento in cui si deve provare un nuovo gioco, che evidentemente avrà bisogno di requisiti di sistema piuttosto avanzati. Sebbene i giochi stessi permettano di ridurre le prestazioni relative alla fluidità delle animazioni e quant’altro, non sempre si riesce a godere di un’esperienza ludica ottimale, pur provandole tutte. I computer fissi hanno il vantaggio di permettere molteplici configurazioni interne, modificando il processore o il monitor, mentre questa operazione non è possibile per i notebook. A maggior ragione bisogna scegliere accuratamente l’hardware. Spesso e volentieri i videogiochi possono essere anche solo parzialmente compatibili con la propria apparecchiatura.

I display, ad esempio, non si differenziano soltanto per dimensione, ma anche per risoluzione. Sui notebook si può arrivare a 18 pollici, i fissi possono essere da 30. Per giocare in maniera ideale occorre anche un refresh rate elevato, magari da 120 o 144 Hz. Per il processore, invece, sono fondamentali i GHz e soprattutto i core, che svolgono simultaneamente più attività. Forse chi è poco “smanettone” non sa esattamente quali funzioni svolge la scheda video, ma insieme alla GPU (il chip dedicato) costituisce un altro fattore da tenere d’occhio. Si tratta di componenti che tendono a rinnovarsi di anno in anno. In particolare, le schede video specifiche da montare sui computer fissi non sono sempre semplici da reperire, motivo per il quale quando si acquista direttamente un pc nuovo l’attenzione verso questo particolare deve essere massima.

Naturalmente, anche la memoria dei sistemi vuole la sua parte. Il comparto memorie dei computer si divide in RAM e memoria di archiviazione. La prima è la memoria a breve termine dove circolano i dati e le informazioni necessari al momento, la seconda è quella che conserva effettivamente i file, il sistema operativo e quant’altro sia presente tra le cartelle del pc. Per il gaming, oggi è molto difficile ottenere risultati soddisfacenti con una RAM al di sotto degli 8 GB. Per l’archiviazione gli hard disk a stato solido, noti come SSD, risultano più performanti e possono essere comunque abbinati alle care vecchie unità meccaniche.

Le possibili operazioni che vengono eseguite dai computer sono cambiate moltissimo rispetto a qualche anno fa. L’aspetto grafico si è evoluto totalmente e si è reso molto dispendioso in termini di risorse. Si pensi ad un casinò attivo online, in cui alcuni giochi devono comunque essere elaborati in tempo reale. Le slot presentano spesso animazioni dettagliate, nei tornei di carte live non ci si può permettere di certo rallentamenti. Aggiornare o cambiare pc è diventato quasi d’obbligo per chi vuole rimanere al passo con i tempi.

F1 in Emilia Romagna: i GP più celebri sulla pista di Imola

Da un paio di anni a questa parte il circuito di Imola è tornato a contribuire al calendario del Mondiale di Formula 1. Era il 1950 quando il tracciato fu partorito dalle menti di 4 appassionati di automobilismo originari proprio di Imola: Alfredo Campagnoli, Graziano Golinelli, Ugo Montevecchi e Gualtiero Vighi. Ferrari e Maserati si misero in prima fila per la costruzione della pista, ignorando che il Gran Premio di San Marino prima e quello di Emilia Romagna poi avrebbero lasciato una traccia indelebile nel futuro dei motori. Nei primi anni ’80 il circuito iniziò ad essere adottato per correre una delle tappe del campionato. Già nel 1982 si tenne uno dei Gran Premi più celebri della storia di Imola e, probabilmente, dello sport.

All’epoca la Ferrari poteva contare sul canadese Gilles Villeneuve e sul francese Didier Pironi. Sulla carta, il primo doveva essere il pilota di punta della scuderia, che per poco non rischiò di non partecipare alla gara a causa di una modifica alla vettura. Un aneddoto quanto mai attuale, considerando che proprio di recente il “cavallino” aveva incontrato dei problemi con la FIA a causa della quarta Power Unit. Alla fine la Ferrari potè comunque partecipare, dando vita ad un’incredibile quanto inattesa sfida tra i suoi due piloti. Quando Villeneuve e Pironi erano ormai proiettati verso la doppietta, avendo staccato di netto gli altri partecipanti in gara, il box Ferrari li invitò a rallentare per salvaguardare i motori delle auto, ma Pironi, che in quel momento era secondo, pensò bene di mantenere un ritmo più elevato di quello di Villeneuve, superandolo.

Il francese si adirò e oltrepassò a sua volta Pironi al 49esimo giro, ma già 3 giri più tardi Pironi era di nuovo avanti. Villeneuve si produsse in un ultimo exploit superando ancora il compagno, ma proprio verso il finale Pironi ebbe la meglio all’altezza della curva “Tamburello” e vinse il Gran Premio, lasciando tutti i presenti di stucco. Le polemiche furono immancabili, tanto che Villeneuve sembrò sul punto di lasciare la Ferrari. Entrambi ignoravano che le loro carriere erano però finite lì. Villeneuve morì l’8 maggio del 1982 in una sessione di qualifica in Belgio, mentre il 7 agosto Pironi rimase coinvolto in un incidente nel corso delle prove del Gran Premio di Germania, che lo costrinse al ritiro. 5 anni più tardi, in un incidente motonautico, anche il francese perse la vita.

Impossibile non ricordare anche il Gran Premio del 1° maggio 1994, al termine del quale si spense definitivamente Ayrton Senna. In seguito il circuito di Imola fu modificato e ricostruito quasi del tutto proprio per minimizzare il rischio di incidenti: le curve “Tamburello” e “Villeneuve” furono sostituite, mentre le curve “Piratella”, “Rivazza” e “Variante Bassa” cambiarono radicalmente aspetto. A vincere nel giorno della scomparsa di Senna fu Michael Schumacher, ancora oggi recordman di titoli mondiali a pari merito con Lewis Hamilton, a quota 7 affermazioni.

Quello del 1994 fu il primo successo della leggenda tedesca sul circuito di Imola. All’epoca Schumacher correva per la Benetton e non poteva immaginare che ben presto sarebbe finito in testa all’albo d’oro del Gran Premio di San Marino. Passato alla Ferrari, “Schumi” vinse anche nel 1999, nel 2000, nel 2002, nel 2003, nel 2004 e nel 2006, ultima annata che ha visto Imola nel calendario della Formula 1 prima del grande ritorno nel 2020. A vincere le prime 2 edizioni del rinnovato Gran Premio sono stati Hamilton e Verstappen, che non a caso hanno poi conquistato il Mondiale a fine stagione. Per quanto riguarda il primato di successi vale la pena ricordare che le scuderie di Formula 1 più vincenti nel GP di Imola sono Ferrari e Williams, a pari merito con 8 vittorie, mentre Michael Schumacher è il pilota ad aver vinto più volte sul tracciato: ben 7. Sei volte a bordo di una Ferrari e una volta al volante della Benetton.

Vita da escort: Com’ è vivere grazie al proprio corpo e quanto si può guadagnare

Vita da escort: com’è vivere grazie al proprio corpo e quanto si può guadagnare

La vita da escort di lusso non è la stessa che può condurre la classica prostituta. E’ una vita fatta di scelte, programmazioni, indole, divertimento, piacere, passione. Ogni ragazza maggiorenne che decide di intraprendere questa professione ha il suo stile di vita. Può darsi allo ‘shopping compulsivo’ oppure investire sapientemente acquistando immobili, avviando un’attività imprenditoriale.

Il ruolo della prostituta si concentra esclusivamente sul rapporto sessuale dietro compenso, mentre la escort di lusso offre sia il servizio di accompagnatrice in ambienti raffinati sia quello sessuale. E’ una modella che sa gestire appuntamenti di classe in cambio di cachet decisamente più elevati della prostituta.

La escort seleziona i clienti, non è alla portata economica di chiunque, può incontrare uomini dalle esigenze sessuali più disparate ma può anche rifiutare un invito. Accetta incontri solo a casa sua, in hotel, in ambienti confortevoli o in eventi speciali: è una prostituta di lusso ‘riservata’.

Come diventare escort di lusso ed ottenere visibilità? In Italia, fare la escort è legale? Quanto guadagna?

Vita da escort: come diventare accompagnatrice di lusso ed ottenere visibilità

Grazie a Internet le escort hanno la possibilità di ottenere un livello di notorietà e ricchezza che sarebbe impossibile raggiungere con il semplice passaparola. Una buona presenza sul web è fondamentale per fare carriera.

Gestirsi in piena autonomia è da preferire alle agenzie di escort che, generalmente, vincolano con contratti di esclusiva.

Bisogna seguire 3 principali step:

  • Realizzare un book fotografico professionale con scatti sexy da utilizzare per gli annunci pubblicitari e nel proprio sito web personale;
  • Annunci pubblicitari ed inserzioni su siti selezionati che vengono suddivisi per Regioni e città (escort Roma, Milano, Torino, ecc.). E’ un settore molto competitivo, quindi creare un banner pubblicitario pagando pubblicità adult è una buona idea;
  • Sito web personale per costruire la propria immagine online inserendo la descrizione dei servizi, le abitudini personali, foto, video, specificando la disponibilità a viaggiare, ecc. Basteranno 2-3 pagine per centrare il bersaglio.

In Italia fare la escort è legale?

Non tutti sanno che, in Italia, seppure questa professione sia ancora vista come un’attività non regolamentata, fare la escort è legale.

La stessa prostituzione è tollerata e diventa fuorilegge soltanto in caso di:

  • induzione alla prostituzione da parte di terzi;
  • atti osceni in luogo pubblico;
  • minore età.

Questo lavoro è legale se svolto in libertà, senza costrizione e senza infrangere la legge nei tre suddetti casi. Non solo: la escort deve pagare le tasse e fare la dichiarazione dei redditi.

Con la sentenza n. 22413/2016, la Cassazione ha confermato che i ricavi derivanti dalla prostituzione sono tassabili: sono redditi da dichiarare e vanno indicati nella voce ‘redditi diversi’ o ‘redditi di lavoro autonomo’. Dunque, la escort deve versare l’Irpef e, se il lavoro non è occasionale, deve versare anche l’IVA.

Quanto può guadagnare una escort di lusso?

Non si può definire il guadagno medio di una escort. Una escort di lusso molto impegnata può arrivare a guadagnare anche 50mila euro al mese ma non esistono regole.

Ognuna fa la sua vita da escort: c’è la ragazza che lavora occasionalmente, quella che lavora tutti i giorni o particolarmente nei weekend. Alcune modelle scelgono di offrire solo prestazioni ordinarie, altre optano per i servizi ‘particolari’ con richieste bizzarre (dominatori, feticisti, addio al celibato, ecc.). Di conseguenza, bisogna considerare anche la questione dei compensi diversi in base alle prestazioni.

Per avere un’idea dei guadagni, si può dire che se una escort alle prime armi riceve 100 euro all’ora, una modella con esperienza e molto richiesta può guadagnare dai 500 ai 1.000 euro all’ora. Alcune escort, pur non lavorando tutti i giorni, possono mettersi in tasca dai 15mila ai 50mila euro al mese.