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Antonio Conte tornerà in panchina?

Era (ed è!) considerato come uno dei più bravi allenatori del vecchio Continente, ma la storia di Antonio Conte sulle panchine delle principali squadre nazionali / di club europee sembra essersi arenata dopo l’ultima esperienza del Chelsea. E così, dopo 13 anni da allenatore, Conte sta pazientemente attendendo che si liberi qualche posto di rilievo nelle più ambite squadre.

Una simile situazione – ovviamente! – non poteva che essere colta al volo dai principali bookmaker stranieri, che stanno già attrezzando le proprie piattaforme per poter capire che cosa potrebbe succedere a Conte nelle prossime settimane. Tornerà ad allenare o no? E quale squadra andrà ad occupare?

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Chi vincerà il Pallone d’Oro 2018?

Ora che i candidati per il titolo di Pallone d’Oro 2018 sono stati resi noti, possiamo cercare di comprendere insieme agli esperti di Bet Winner chi possano realmente essere i favoriti.

La fine del dominio Ronaldo – Messi?

La prima cosa che sembra essere piuttosto evidente è che, contrariamente a quanto avvenuto negli ultimi anni, forse il Pallone d’Oro 2018 non finirà nelle bacheche di uno tra Ronaldo e Messi.

I bookmaker danno infatti come favorito Luka Modric, centrocampista del Real Madrid e della Croazia, che dovrebbe aggiudicarsi il titolo con una quota di 1.40. Tra i favoriti, alle spalle del talentuoso delle merengues, c’è naturalmente Cristiano Ronaldo nonostante i suoi problemi extracalcistici con una quota di 2.80, e al terzo posto Griezmann, a 4.00.

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Rilevazione presenze in azienda. L’utilizzo dei badge

Fino a qualche anno fa i metodi per la rilevazione presenze in azienda consistevano quasi esclusivamente nell’utilizzo di orologi timbra cartellini: un orologio in grado di creare su un cartellino in carta una stampigliatura con l’ora e il giorno preciso. Oggi tali dispositivi sono stati sostituiti con rilevatori di presenze che sfruttano un badge aziendale di nuova generazione.

Perché rilevare le presenze
La questione della rilevazione presenze è più o meno importante a seconda dell’azienda e del tipo di attività che vi si svolge. In linea generale l’utilizzo di un sistema di rilevazione delle presenze serve per poter avere sott’occhio l’ingresso e l’uscita di ogni dipendente, per poter predisporre le paghe mensili, considerando anche le ore di lavoro straordinario, i permessi e i giorni di ferie. In alcuni settori produttivi sono presenti anche dipendenti con contratti diversi tra loro, questo porta alla necessità di poter avere a disposizione dati certi e facilmente riconoscibili che riguardano ogni singolo dipendente. Si devono poi considerare anche le situazioni particolari, come ad esempio i varchi ad alcuni settori aziendali cui hanno accesso solo specifiche figure: i sistemi di rilevazione in questo caso non devono solo controllare l’orario del giorno in cui tale dipendente accede all’area, ma anche verificare che lo specifico dipendente abbia le credenziali necessarie ad effettuare l’accesso in data area.

Gli strumenti oggi disponibili
Oggi nella maggior parte delle aziende gli orologi timbra cartellini sono stati sostituiti con sistemi di rilevazione più aggiornati e al passo con i tempi. Tali sistemi sono gestiti con software in grado di trasferire i dati raccolti e di permettere di utilizzarli come meglio sic rede. Alcuni dispositivi sono anche connessi alla rete locale dell’azienda: i dati raccolti arrivano direttamente al consulente esterno che prepara le paghe o all’ufficio interno di gestione del personale. Oltre a questo si possono utilizzare badge di nuova generazione, che alcune aziende del settore permettono di creare in modo originale e specifico per ogni azienda. Sono infatti disponibili badge personalizzati, con il lago aziendale o anche con una foto del proprietario. I badge di questo genere possono anche contenere informazioni aggiuntive, come ad esempio le credenziali che riguardano l’accesso a diversi settori di una singola azienda, o alle sedi posizionate in diverse aree geografiche.

I sistemi di lettura dei badge
Oltre ai badge di nuova generazione sono oggi disponibili anche lettori e rilevatori di presenza di nuova generazione. La necessità di utilizzare questi nuovi dispositivi è correlata anche alle problematiche che riguardano gli ingressi in azienda. Nella maggior parte delle imprese infatti buona parte del personale accede agli uffici, o agli impianti produttivi, nel medesimo momento della giornata. Avere a disposizione un lettore di badge a sfioro, o che funziona a distanza, senza bisogno di presentare il badge vicino al lettore stesso, sono elementi che possono rendere più semplice e fluido l’ingresso in azienda ogni mattina, e l’uscita nel corso della giornata. La tecnologia RFID infatti permette di riconoscere un badge anche a distanza, per un rapido controllo degli accessi e delle presenze in azienda.

Boschi vivi: un progetto italiano per il cimitero del futuro

Nel nostro Paese i cimiteri sono tutti uguali tra loro, più o meno. Alcuni sono abbelliti da tombe monumentali, altri invece sono più sobri e lineari, ma la sostanza è la stessa: loculi in freddo marmo bianco, un piccolo vaso vicino a ogni lapide e un ambiente ostile, fatto per invitare i parenti dei defunti a fermarsi il meno possibile. Ma negli ultimi anni le cose stanno cambiando anche in Italia, alcuni giovani imprenditori hanno infatti pensato che sia finalmente giunto il momento per introdurre un concetto diverso di cimitero.

Il bosco cimitero
L’idea è abbastanza chiara e per certi versi mutuata dai cimiteri già oggi disponibili in altri Paesi, dove la natura incontra la morte e la abbraccia per mantenere il ricordo del caro defunto. I progetti italiani in questo senso sono già alcuni, stiamo quindi parlando di un’esigenza ormai sentita e ben presente in molte comunità. Ad esempio Arborvitae è un progetto che intende portare nelle grandi città, come Roma e Milano ad esempio, dei parchi cimiteri, dove gli alberi saranno i custodi delle sepolture e delle ceneri interrate. Boschi vivi è invece un’iniziativa di 4 giovani genovesi che hanno scelto la strada del crowfunding per dare vita a zone boschive dove interrare le ceneri. Un concetto di cimitero diverso da quello cui siamo abituati, che non solo è più piacevole da visitare ma ci permette anche di mantenere tali strutture in modo maggiormente attento all’ambiente.

Una risposta per richieste diverse
Stiamo quindi parlando di cimiteri più in sintonia con la natura, con i boschi e i parchi dove ci piace passeggiare. Saranno gli alberi i custodi di questi nuovi cimiteri, ma i luoghi saranno resi ancora più accoglienti creando sentieri, specchi d’acqua vicino ai quali soffermarsi, zone a pergola o altre attrazioni adatte a consolare i vivi che vogliono ricordare i morti. In entrambe i progetti l’attenzione non è solo verso la sepoltura, ma anche versi la natura, che va accompagnata e aiutata nel suo sviluppo, per rendere i boschi dei veri e propri parchi naturali, facilmente fruibili in qualsiasi periodo dell’anno.

L’interesse per i nuovi tipi di sepoltura
questo tipo di proposta ben si innesta nel sentire comune di moltissimi cittadini italiani. Ad oggi il numero di persone che preferisce l’incenerimento delle proprie spoglie è in costante aumento. Per certi versi il tradizionale cimitero, luogo di ricordo ma anche di contrizione, viene visto sempre più come qualcosa di avulso dalla quotidianità di noi tutti. Basta chiedere informazioni ad un’agenzia di pompe funebri milano per avere conferma dei cambiamenti in atto, ormai da diversi anni. Interrare le ceneri è un’operazione ben diversa rispetto a quelle necessarie per interrare un normale sarcofago, di grandi dimensioni. Anche dal punto di vista sanitario stiamo parlando di esigenze molto differenti tra i due concetti di sepoltura. Nel primo caso le cose si semplificano enormemente anche se la legislazione nel nostro Paese è ancora in evoluzione. Ad esempio per la dispersione delle ceneri è oggi necessario avere un permesso e lo si può fare solo nelle aree espressamente dedicate a questo tipo di attività.

Iniziare a svapare: da quali aromi per sigaretta elettronica cominciare

Si può iniziare a svapare provando le sigarette elettroniche già cariche, quelle usa e getta, che andranno scartate una volta terminata la cartuccia. Oggi però si preferisce preparare un fluido per lo svapo personalizzato, utilizzando appositi aromi per sigaretta elettronica. Questo porta anche il neofita a cominciare con una sigaretta vuota e ricaricabile, in cui introdurre un fluido appositamente preparato. In commercio si trovano tantissimi diversi aromi per sigaretta elettronica, molto diversi tra loro. Vediamo quali sono più adatti per chi non ha mai provato a svapare in vita sua.

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